Parole O_Stili

Ho facilitato il panel “Business and Advertising” di Parole O_Stili, l’evento di Trieste dove abbiamo presentato il Manifesto della Comunicazione non Ostile sui social media.
Anche se i social “hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli” (Umberto Eco), essi rimangono una risorsa alla quale non vogliamo rinunciare.
Per liberare la rete dalle parole ostili non pretendiamo cambiamenti negli algoritmi e non invochiamo l’intervento di censori o enti di regolamentazione. Il cambiamento che auspichiamo dipende da noi, senza intermediazioni. Siamo noi le persone che devono scegliere le parole con cura.
Quando il nostro linguaggio è rispettoso e inclusivo? Il progetto ha coinvolto una comunità multidisciplinare di oltre 300 persone, inclusi giornalisti, manager, politici, comunicatori e docenti universitari. Più di 1000 ospiti hanno partecipato all’evento, che è stato aperto dalla Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini.
Secondo SWG, immigrati, donne e persone LGBT sono, insieme ai politici, i target privilegiati dell’odio in rete. L’istituto Toniolo ha presentato i risultati di una ricerca sulle fake news: l’87% dei giovani non si fida delle notizie sul web ma 3 su 10 hanno ammesso di aver condiviso consapevolmente notizie false.
Se alcuni brand adottano uno stile aggressivo di comunicazione sui social per questioni di viralità, Parole O_Stili ha celebrato l’impegno delle imprese che promuovono un linguaggio rispettoso e inclusivo. Le storie delle aziende che hanno deciso di combattere l’odio contro i “diversi” per valorizzare le differenze sono ricche di risultati significativi in termini di brand awareness, reputazione e sviluppo commerciale. Imprese come Nike hanno deciso di scendere in campo, prendendo posizione anche contro candidati e capi di stato che usano parole d’odio sui social e nei loro discorsi. Molti spot pubblicitari trasmessi negli Stati Uniti nel prime time si propongono di contrastare la politica del muro contro muro e il cosiddetto hate speech. La società aperta, fondata sul valore del rispetto, lavora per una nuova cultura delle parole nella società e quindi sui media.

This post is also available in: Inglese

About the Author

adminView all posts by admin

0 Comments

Add comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*